Batsceba

RIFLESSIONI "VIA DALLA PAZZA FOLLA" - FAR FROM THE MADDING CROWD
sabato, 29 novembre 2008

il video di sabato: Private investigations

interrompere la colonna sonora del blog ;)


Its a mystery to me
The game commences
For the usual fee
Plus expenses
Confidential information
Its in a diary
This is my investigation
Its not a public inquiry

I go checking out the report
Digging up the dirt
You get to meet all sorts
In the line of work
Treachery and treason
Theres always an excuse for it
And when I find the reason
I still cant get used to it

And what have you got at the end of the day ?
What have you got to take away ?
A bottle of whisky and a new set of lies
Blinds on the window and a pain behind the eyes

Scarred for life
No compensation
Private investigations
postato da: Batsceba alle ore 16:50 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: musica, lyrics, youtube
venerdì, 28 novembre 2008

I have a splitting headache tonight, sweet dreams


freehand writer by ~Batsceba ©

postato da: Batsceba alle ore 23:57 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: scrivere, fotografia, silenzio, smoke, sehnsucht, solitudine dentro
venerdì, 28 novembre 2008

“L’escola contra el món”

È uscito il libro di Gregorio Luri. Per chi sa lo spagnolo.
Lintervista che si puà leggere cliccando sulla foto è interessante.
riflettiamo... peace and love


postato da: Batsceba alle ore 22:50 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: riflessioni, vita, blog, responsabilità
venerdì, 28 novembre 2008

it's snowing and i'm sad...

postato da: Batsceba alle ore 15:34 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: musica, lyrics, sad song, youtube
giovedì, 27 novembre 2008

riflessioni milanesi, peace and love

stamattina mi sono svegliata ascoltando "il Barone Rampante" alla radio. che palle. e pensare che quando ero piccola non mi dispiaceva. evidentemente uno che se ne sta sugli alberi per una bambina è davvero eccezionale.... ora comunque lo trovo un libercolo inutile e lezioso. troppe parole, senza spontaneità. una costruzione pura. ma del resto è lui che diceva: C'è ancora bisogno di scrivere romanzi? Al bisogno di raccontare storie che esemplifichino i casi della nostra società, che segnino i mutamenti di costume, e mettano in linee i problemi sociali, bastano e avanzano il cinema, il giornalismo, la saggistica sociologica. con questa convinzione ha rifiutato di pubblicare Morselli. non aggiungo altro. ah, non ricordatemi le sue lezioni americane, ok, ma quanti predicano bene e razzolano male?
come fate ad ascoltare la radio? come potete guardare la televisione? Berlusconi vi invita a consumare e nel pollaio della sinistra ci si strappa le penne, mah.
mi sono consolata andando a vedere la mostra su Magritte.
un quadro che non avevo mai visto mi ha colpita. purtroppo non ho preso nota del titolo, ma ho segnato la frase che i curatori hanno messo sul muro, in alto:

Ho visto questo pomeriggio, in pieno sole,
una giovane donna che aspettava il tram in compagnia del suo corpo. (1946),


clicca per vedere

"l mondo è così totalmente e meravigliosamente privo di senso che riuscire ad essere felici non è fortuna: è arte allo stato puro."
"I sogni non vogliono farvi dormire, al contrario, vogliono svegliare.
"

"Gli oggetti, che una qualche operazione misteriosa ha separato dall'universo ingombro cui appartenevano ancora un attimo fa, ricominciano a vivere ognuno per conto proprio, attraverso il filo dei giorni e dei sogni"


postato da: Batsceba alle ore 18:12 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: riflessioni, parlo di me, provocazione, magritte
mercoledì, 26 novembre 2008

siamo umani


clicca



Darlene Wallach

"Sono saltati a bordo, all'arrembaggio. Ho detto loro, mentre mi puntavano le loro armi contro la testa: "Allora, uccidetemi!". Mi hanno sparato contro con una pistola elettrica, la Taser, made in Usa, che scarica scosse elettriche ad alto voltaggio, molto pericolose. Poi, hanno cercato di buttarmi giù dal tetto, temendo di cadere e rompermi la spina dorsale, mi sono gettato in mare e ho iniziato a nuotare verso riva, inseguito dagli spari di proiettili veri. Dopo mezz'ora non avevo più fiato e mi sono arreso. Mi hanno portato insieme agli altri nella prigione di Ashkelon, dove ho assistito a scene allucinanti, da campo di concentramento: i pescatori sono stati costretti a spogliarsi e sono stati ammanettati come criminali e portati via. Dico, dei pescatori! Io sono finito nella prigione dove tre anni fa fui rinchiuso e picchiato dai soldati israeliani. Che brutti ricordi. Ci hanno accolto con pesanti insulti, ingiurie, risate di scherno...Sono stato rinchiuso con un altro in un cesso, sì, in un cesso, un posto schifoso e angusto. Per spregio, ovviamente. E sono stato tenuto incatenato alle caviglie." per leggere Qui
postato da: Batsceba alle ore 00:08 | link | commenti | commenti
categorie: israele, diritti umani, gaza, vik
lunedì, 24 novembre 2008

Running, Stories, and Imagination ;)

Nelly Sachs (1891-1970)

Wie Nebelwesen
gehen wir durch Träume und Träume
Mauern von siebenfarbigem Licht
durchsinken wir –

Aber endlich farblos, wortlos
des Todes Element
im Kristallbecken der Ewigkeit
abgestreift aller Gehimnisse Nachtflüel...

Creature di nebbia
andiamo di sogno in sogno
sprofondiamo attraverso mura di luce
dai sette colori-

Ma infine scoloriti, muti,
elemento di morte
nella conca cristallina dell'eternità
spogliati dalle ali notturne
di ogni mistero...

Trad. Ida Porena



writing...

 
S-Bahn ... walking...
 
 
...maybe...


waiting for
    
gibberish ... dancing in love
 

kiss on the tips

walking and talking
postato da: Batsceba alle ore 16:06 | link | commenti | commenti
categorie: poesia, love, fotografie, silenzio, berlin, kiss, schizzo
lunedì, 24 novembre 2008

Un clic per la cooperazione



 
potrai inviare, per tutto il mese di novembre e dicembre, una e card a Desmond Tutu per ringraziarlo del suo impegno a favore della cooperazione.

L'indirizzo cui mandare le e mail è: Mrs. Lavinia Crawford-Browne (assistente personale di Tutu)  e-mail: mpilo@iafrica.com
postato da: Batsceba alle ore 01:05 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie:
domenica, 23 novembre 2008

Lévi-Strauss, una rivoluzionaria idea di uomo

Il 28 novembre Il grande antropologo, padre dello strutturalismo, compie cent’anni. Riporto qui l'articolo di Marino Niola  uscito sulla Repubblica del 21, perchè è ovvio che mi identifichi nel suo pensiero contrario alla concezione antropocentrica dell'universo, che ha scardinato la storia della metafisica. e proprio in questi giorni ho parlato della concetto di individuazione dei nativi americani...


"Il 28 novembre si festeggia il centesimo compleanno di Claude Lévi-Strauss. L´ultimo dei maîtres à penser. L´uomo che ha fatto dell´antropologia quel che Freud fece della psicoanalisi, cioè uno dei grandi saperi del Novecento. Non solo una disciplina specialistica, per pochi esploratori di mondi esotici, ma un nuovo modo di vedere l´uomo.
Nessun antropologo ha esercitato un´influenza altrettanto vasta al di fuori del proprio campo. Con questo moralista classico in presa diretta sullo stato d´urgenza planetaria l´antropologia va fuori di sé per diventare scommessa filosofica in grado di revocare in questione l´opposizione tra natura e cultura, e la definizione stessa dell´umano. A differenza di altri grandi antropologi come Franz Boas, Bronislaw Malinowski, Margaret Mead e Gregory Bateson, il padre dello strutturalismo non è divenuto celebre per aver descritto popoli primitivi ma piuttosto per le implicazioni generali del suo pensiero. E proprio in questo ampio respiro stanno il fascino e la sfida dell´impresa teorica levistraussiana.
L´antropologo francese non è stato il primo né il solo a sottolineare il carattere strutturale dei fenomeni sociali, ma la sua originalità sta nel prendere questo carattere sul serio e trarne imperturbabilmente le conseguenze. È naturale che una ricerca di questo tipo abbia suscitato discussioni e polemiche non fosse altro che per il fatto di condurre ad una messa in discussione di certe categorie tipiche dell´umanesimo occidentale, non ultimi i concetti di «uomo» e di «umanità». E d´altra parte in un celebre passo del Pensiero selvaggio Lévi-Strauss ha affermato che «il fine ultimo delle scienze umane non consiste nel costituire l´uomo ma nel dissolverlo».
La conoscenza dell´alterità, che rappresenta il compito dell´etnologia, è solo la prima tappa di un itinerario di ricerca delle invarianti che consentono di riassorbire «talune umanità particolari in una umanità generale». E dunque di «reintegrare la cultura nella natura e, in sostanza, la vita nell´insieme delle sue condizioni fisico-chimiche». Il vero oggetto della polemica levistraussiana è con tutta evidenza quell´umanismo che fonda i diritti dell´uomo sul carattere unico e privilegiato di una specie vivente, quella umana, anziché vedere in tale carattere un caso particolare dei diritti di tutte le specie. Più che di una professione di antiumanesimo si tratta di un attacco frontale portato alla sua declinazione antropocentrica, alla metafisica umanistica del soggetto. A questo insopportabile enfant gaté delle scienze umane, il grande antropologo oppone una concezione dell´uomo «che pone l´altro prima dell´io, e una concezione dell´umanità che, prima degli uomini, pone la vita». In questo senso è stato osservato che Lévi-Strauss ha contribuito a decostruire «la convinzione giudaico-cristiana e cartesiana secondo la quale la creatura umana è la sola ad essere stata creata ad immagine e somiglianza di Dio».
* * *
Se si chiede ad un Indiano americano cosa sia un mito, ci sono molte probabilità che risponda: «una storia dei tempi in cui gli uomini e gli animali non erano ancora distinti». Questa definizione appare a Lévi-Strauss di grande profondità perché «malgrado le nuvole d´inchiostro sollevate dalla tradizione ebraico-cristiana per mascherarla, nessuna situazione pare più tragica, più offensiva per il cuore e per l´intelligenza, di quella di una umanità che coesiste con altre specie viventi su una terra di cui queste ultime condividono l´usufrutto e con le quali non può comunicare». Affiora qui il pessimismo dell´autore di Tristi Tropici che all´idea prometeica dell´uomo che assoggetta la natura, sostituisce una visione tragica del soggetto e di una natura entrambi mutilati, perché separati dall´altra parte di sé.
Un decentramento del soggetto che riflette l´idea di un rapporto non strumentale con la natura in cui, per dirla con Adorno, questa non è mero oggetto, Gegenstand, ma piuttosto partner, Gegenspieler. Già nei primi anni Cinquanta, con una sensibilità ecologista in largo anticipo sui movimenti ambientalisti attuali, l´antropologo francese denunciava il pericolo di un umanesimo narcisisticamente antropocentrico, e per ciò stesso etnocentrico, che dimentica i diritti del vivente in nome di un´idea astratta della vita, che fa dell´uomo il signore unico del pianeta e della sua riproduzione il fine ultimo della natura. In questo senso Michel Maffessoli ha ritenuto di poter accostare la denuncia levistraussiana del saccheggio del mondo alla critica heideggeriana della devastazione della terra da parte della metafisica.
Per Derrida la nascita stessa dell´antropologia è stata possibile a condizione di questo decentramento del soggetto che ha inizio «nel momento in cui la cultura europea - e di conseguenza la storia della metafisica e dei suoi concetti - è stata scardinata, scacciata dal suo posto, costretta quindi a non considerarsi più come cultura di riferimento». La critica dell´etnocentrismo, che è stata, e resta, la condizione stessa dei saperi antropologici è, per l´autore de La scrittura e la differenza, contemporanea, addirittura simultanea alla distruzione della storia della metafisica.
In un celebre testo dedicato a Jean-Jacques Rousseau, Lévi-Strauss istituisce una relazione tra l´identificazione agli altri, e addirittura «al più "altro" fra tutti gli altri, l´animale», e il rifiuto di tutto ciò che può rendere accettabile l´io. Il rifiuto insomma di quella trascendenza di ripiego che resta, a suo avviso, profondamente insediata nell´umanesimo. In molte occasioni il padre dello strutturalismo rimprovera infatti ai filosofi, in particolare agli esistenzialisti, di aver operato un rovesciamento prospettico, dando prova di un´autentica perversione epistemologica, pur di costruire un rifugio per l´io «nel quale quel misero tesoro che è l´identità personale tenda a essere protetto e dato che le due cose insieme sono impossibili essi preferiscono un soggetto senza razionalità a una razionalità senza soggetto». In questa idea di una razionalità senza soggetto affiora proprio quel «kantismo senza soggetto trascendentale» attribuito a Lévi-Strauss da Paul Ricoeur a proposito dell´analisi dei miti con la quale il grande antropologo ha offerto la formulazione più radicale delle sue tesi sull´accordo esistente tra cultura e natura, fra spirito e mondo.
E a quei filosofi che lo accusano di avere abolito il significato dei miti e di averne ridotto lo studio a sintassi di un discorso che non dice niente, Lévi-Strauss, nelle ultime pagine de L´uomo nudo, riserva una risposta a dir poco tranchante. Le mitologie, egli afferma, non nascondono nessuna verità metafisica né ideologica ma in compenso ci insegnano, per un verso, molte cose sulle società che le tramandano e per l´altro verso ci offrono l´accesso a certe modalità operative dello spirito così stabili nel tempo e ricorrenti nello spazio da poterle considerare basilari. E conclude con una suprema sprezzatura: «lungi dall´averne abolito il senso, la mia analisi dei miti di un pugno di tribù americane ne ha tratto più significato di quanto se ne trovi nelle banalità e nei luoghi comuni a cui si riducono, da circa duemilacinquecento anni, le riflessioni dei filosofi sulla mitologia, a eccezione di quelle di Plutarco».
* * *
Molti hanno rimproverato allo strutturalismo un atteggiamento antistorico, ma in realtà Lévi-Strauss ha sempre tenuto a distinguere nettamente la storia, alla quale attribuisce un´importanza straordinaria, dalla filosofia della storia à la Sartre, una pseudo-storia che, in ogni sua versione, laica o confessionale, evoluzionista o storicista, costituisce un tentativo di sopprimere i problemi posti dalla diversità delle culture pur fingendo di riconoscerli in pieno. Tale filosofia della storia - che appare a Lévi-Strauss della medesima natura del mito - deriva dalla fede biblica in un compimento futuro e finisce con la secolarizzazione del suo modello escatologico che si muta in teoria del progresso. Il vizio costitutivo di tale filosofia, che rivolge verso il futuro il concetto classico di istorein e trasforma il racconto del passato in previsione del futuro, un futuro oggetto di un´attesa fideistica. In questo senso Lévi-Strauss non si limita a respingere l´accusa di antistoricismo ma, quel che più conta, rivendica all´antropologia un modo tutto proprio di interrogare i materiali storici, con quell´attenzione ai fatti minuti della vita quotidiana che fa degli etnologi gli «straccivendoli» della storia, quelli che rimestano nelle sue pattumiere.
E una vera e propria eterologia quella messa in opera da Claude Lévi-Strauss, in grado di farci cogliere quanto di noi stessi c´è nell´altro e quanto di altro si trova in fondo a noi stessi. Quel fondo che ci fa tutti parenti perché tutti differenti e che qualcuno continua a chiamare umanità."

postato da: Batsceba alle ore 19:39 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: riflessioni, riserva
venerdì, 21 novembre 2008

incertezza

 

René Magritte - Il principio d’incertezza

"My painting is visible images which conceal nothing; they evoke mystery and, indeed, when one sees one of my pictures, one asks oneself this simple question 'What does that mean'? It does not mean anything, because mystery means nothing either, it is unknowable." René Magritte
postato da: Batsceba alle ore 13:57 | link | commenti | commenti
categorie: memoria, parlo di me, birthday

Chi sono

Utente: Batsceba
Nome: Batsceba Hardy
leggo, ascolto, scrivo e fotografo; non suono più. quando ho tempo pattino sul ghiaccio, arrampico, cammino, nuoto e vado in bicicletta. ah dimenticavo: sono idealista, animista, pacifista, comunista... e per la chiesa terrorista

sgrunt, firmate il guestbook in fondo alla pagina!!!

Not selected by September 29th

Not selected Thanks for your submission. We appreciate hearing from you, but don't feel like this song is right for what we are looking for at the moment. Thank you very much for sharing your material with us. Thanks for the submission. Unfortunately, we received over a million submissions, and competition was high. So we have chosen not to select your submission for our project at this time. Thanks for your submission. We appreciate hearing from you, but have chosen not to work with you at this time. Again, Thanks for the submission. Thank you for your interest in our company. We reviewed your submission, we have received many submissions that would be great for our projects. Unfortunately we cannot work with everyone. Thanks so much for your submission but its just not quite what we need. Please continue with your music because the potential is there. Have a great day! Thank you for your submission. Unfortunately, you have not been selected for this opportunity. Please check back often for other opportunities. Best Regards We regret to inform you that your submission to this opportunity has not been selected. Hundreds of tracks were submitted and it was a very difficult selection process. We wish you the best of luck with your career


Heavy Times:"Politicians, no way out Sexy boy scouts, the internet Skillful apes, another rape Sausages of rage Tennis players Orange-flavoured eternity Heavy times. Shop-a-holics, work-a-holics, The Titanic, my nickname People wearing uniforms, Assault rifles Popcorn-shaped unicorns Heavy times. Broken hearts, windows Widows, cigarettes, Global warming, Global warning We're getting used to living In these Heavy Times. Exotic places, antibiotics HIV, you & me. Heavy times..."
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"Da me ci sono due porte, una per entrare e una per uscire. Rigorosamente divise. Dalla porta d'ingresso non si può uscire, e da quella di uscita non si può entrare. Tutti seguono questa regola. Possono variare le modalità, ma tutti finiscono per andare via. C'è chi è andato via per sperimentare nuove possibilità, chi per risparmiare tempo. Qualcuno è morto. Fatto sta che non è rimasto nessuno. Tranne me, unico superstite. La loro assenza è sempre con me. Le loro parole, i loro respiri, i motivi canticchiati a bassa voce, aleggiano come polvere negli angoli di casa mia."
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