
That does not keep me from having a terrible need of -- shall I say the word -- religion. Then I go out at night to paint the stars. --Vincent Van Gogh in a letter to his brother
The town does not exist
except where one black-haired tree slips
up like a drowned woman into the hot sky.
The town is silent. The night boils with eleven stars.
Oh starry starry night! This is how
I want to die.
It moves. They are all alive.
Even the moon bulges in its orange irons
to push children, like a god, from its eye.
The old unseen serpent swallows up the stars.
Oh starry starry night! This is how
I want to die:
into that rushing beast of the night,
sucked up by that great dragon, to split
from my life with no flag,
no belly,
no cry.
Anne Sexton

"Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, I'imposizione di questa condotta sarebbe un'insopportaibile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno"





Non credo che qualcuno leggendo queste mie poche righe (se mai potesse accadere) crederà agli avvenimenti che racconto. È più probabile una risata, un passarci sopra. Ma ogni parola è vera.
Era un pomeriggio piovoso. L’autunno avanzava e io sempre sensibile ai mutamenti di stagione mi rinsecchivo. La sensazione dell’infanzia di essere solo occhi mi faceva ansimare.
Vagavo attraverso la stanza senza toccare nulla. Era uno di quei giorni in cui non sapevo interessarmi alla realtà. Gli oggetti noti non mi davano sicurezza. E il cane in un angolo.
Mi sdraiai: le nozioni del rilassamento entrarono in funzione senza neanche il mio esserci.
E all’improvviso capii che il problema non era regolarizzare il respiro ma proprio il cessare dell’attività respiratoria.
Trattenni il fiato, calma. Senza trangugiare aria come quando da piccoli si conta la propria resistenza.
E ascoltai.
Il cuore divenne un battito forte e ampio, sempre più forte a scandire la mia morte.
E dovetti fare qualche respiro: breve inconsistente.
Poi mi adagia e il cuore pulsava unico rumore.
Il freddo premeva gli occhi: La stanza era azzurra e sfuocata.
Sentii la lingua farsi imperiosa nella bocca.
Non provai sorpresa quando rialzandomi mi accorsi di aver lasciato il mio corpo sul letto.
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I am an imaginary number 1i I don't really exist _ |