Batsceba

RIFLESSIONI "VIA DALLA PAZZA FOLLA" - FAR FROM THE MADDING CROWD
mercoledì, 31 ottobre 2007

Il video dell'ora di cena - dedicato a Lorenzo

NICO - Frozen Warnings (1969)
postato da: Batsceba alle ore 19:50 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: musica, youtube
mercoledì, 31 ottobre 2007

halloween


© Olgostin
postato da: Batsceba alle ore 18:07 | link | commenti | commenti
categorie:
mercoledì, 31 ottobre 2007

La poesia del mercoledì

un'altra poesia così detta "erotica" della Sexton

The Ballad Of The Lonely Masturbator

The end of the affair is always death.
She's my workshop. Slippery eye,
out of the tribe of myself my breath
finds you gone. I horrify
those who stand by. I am fed.
At night, alone, I marry the bed.

Finger to finger, now she's mine.
She's not too far. She's my encounter.
I beat her like a bell. I recline
in the bower where you used to mount her.
You borrowed me on the flowered spread.
At night, alone, I marry the bed.

Take for instance this night, my love,
that every single couple puts together
with a joint overturning, beneath, above,
the abundant two on sponge and feather,
kneeling and pushing, head to head.
At night, alone, I marry the bed.

I break out of my body this way,
an annoying miracle. Could I
put the dream market on display?
I am spread out. I crucify.
My little plum is what you said.
At night, alone, I marry the bed.

Then my black-eyed rival came.
The lady of water, rising on the beach,
a piano at her fingertips, shame
on her lips and a flute's speech.
And I was the knock-kneed broom instead.
At night, alone, I marry the bed.

She took you the way a women takes
a bargain dress off the rack
and I broke the way a stone breaks.
I give back your books and fishing tack.
Today's paper says that you are wed.
At night, alone, I marry the bed.

The boys and girls are one tonight.
They unbutton blouses. They unzip flies.
They take off shoes. They turn off the light.
The glimmering creatures are full of lies.
They are eating each other. They are overfed.
At night, alone, I marry the bed.


   
La ballata della masturbatrice solitaria
 

La fine della tresca è sempre morte.
Lei è la mia bottega. Viscido occhio,
sfuggito alla tribù di me stessa
l’ansimo non ti ritrova. Fo orrore
a chi mi sta a guardare. Che banchetto!
Di notte, da sola, mi sposo col letto.

Dito dopo dito, eccola, è mia.
E’ lei il mio rendez-vu. Non è lontana.
La batacchio come una campana. Mi chino
Nel boudoir dove eri solito montarla.
M’hai preso a nolo sul fiorito copriletto.
Di notte, da sola, mi sposo col letto.

Metti ad esempio, stanotte, amor mio,
che ogni coppia s’accoppia
rivoltolandosi, di sopra, di sotto,
in ginocchio s’affronta spingendo
su spugna e piume l’abbondante duetto.
Di notte, da sola, mi sposo col letto.

Così evado dal corpo,
un miracolo irritante. Come posso
mettere in mostra il mercato dei sogni?
Son sparpagliata. Mi crocefiggo.
Mia piccola prugna è quel che m’hai detto.
Di notte, da sola, mi sposo col letto.

 Poi venne lei, la rivale occhi neri.
Signora dell’acqua si staglia sulla spiaggia,
con un pianoforte in punta di dita,
parole flautate e pudore su labbra.
Mentre io, gambe a X, sembro lo scopetto.
Di notte, da sola, mi sposo col letto.

 Lei ti prese come una donna prende
Un vestito a saldo dall’attaccapanni,
e io mi spezzai come si spezza un sasso.
Ti rendo i libri e la roba da pesca.
Ti sei sposato, il giornale l’ha detto.
Di notte, da sola, mi sposo col letto.

Ragazzi e ragazze son tutt’uno stanotte.
Sbottonan camicette, calano cerniere,
si levan le scarpe, spengono la luce.
Le creature raggianti sono piene di bugie.
Si mangiano a vicenda. Che gran banchetto!
Di notte, da sola, mi sposo col letto.
postato da: Batsceba alle ore 17:54 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: poesia, amore, tristezza, solitudine
mercoledì, 31 ottobre 2007

Appello

postato da: Batsceba alle ore 16:43 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: appello
martedì, 30 ottobre 2007

IO NON POSSO ENTRARE - cinque... sei ... sette... sette e mezzo

prosegue il romanzo. per chi volesse leggerlo ci sono nuovi quattro capitoli su  MAY YOUR SHADE BE SWEET

E ho riaperto la porta.
Il trillo del campanello è diventato fastidioso perché annuncia l'inevitabile.
Ho dovuto abbassare lo sguardo.
   " E tu saresti quello. " Aveva una voce calda, dai toni pieni.
Si era avverato un mio vecchio sogno.
Ai tempi del teatro, come definivo io quegli anni, avevo una fissazione. Volevo mettere in scena Colazione da Tiffany, ma non avevo mai trovato la protagonista. Ora l'avevo davanti.
Sembrava uscita proprio dalle pagine di Capote. Quell'essere con i capelli rossi striati di biondo pannocchia, corti e sbarazzini, era l'incarnazione di Holiday Golightly. Ma avevo la netta sensazione che non sarebbe stata 'in transito'.
   " Dipende." rispondo.
Dovevo cominciare bene.
   " Da cosa? " m'interroga.
Non avevo cominciato bene.
   " E tu saresti quella..." tento di recuperare terreno.
   " Se ti sembra. Abita qui mio fratello Ugo? " la voce ha una leggera intonazione di disprezzo.
   " No, qui abita tuo fratello Rodolfo con il suo cane Ugo." mi viene spontaneo rispondere.
Scoppiò in una risata stupenda. Contagiosa. Il naso all'insù ballava al¬legramente nel suo volto pallido, rendendo instabili gli occhiali neri.
Era l'essere multicolore più strano e simpatico che avessi mai incontrato.
   " Entra." l'invito.
Avevo vinto.
Si trascinò dietro un valigione, una cappelliera gigantesca e una chi¬tarra racchiusa in una custodia rigida. Proprio come Holly. E comunque sempre meglio di una batteria.
   " Come si chiama? " chiesi, aiutandola a trasportarla in casa.
   " Chitarra... che diamine! " mi rispose alzando le spalle come se avessi detto la cretinata più cretina della storia. Poi riprese. " Non ti illudere, non è finito qui. Il cavalier Cerutti è andato a prender le ultime due va¬lige. "
Avevo dimenticato il cavalier Cerutti.
Entrò scrutando le pareti, gli stipiti, i quadri, persino il pavimento che calpestava. Dava l'idea di annusare l'aria. Sperai che la puzza del mio dopobarba fosse evaporata.
   " E' possibile avere una stanza tutta mia? " Si tolse gli occhiali accecandomi con due fari verdi, striati di giallo,
Non sapevo cosa rispondere. Ero emozionato e lei non aveva lo sguardo da pesce lesso del fratello. O forse mi ci ero abituato. O forse ancora, lui non aveva quello sguardo. Ma vedendolo correre incontro alla gemella mi rimangiai l'ultima ipotesi.
   " Ce l'hai fatta finalmente! Addio Ugo e benarrivato Rodolfo. "
Si abbracciarono teneramente. Erano alti e magri allo stesso modo. Ma questa, a parte qualche rossa ciocca di capelli, era l'unica somiglianza.
   " Io vorrei chiamarmi Celeste, ma forse è troppo da telenovela brasi¬liana. Che ne dite? " se ne uscì all'improvviso.
   " Mi suona meglio Dafina. " Non le confidai che quel nome l'avevo scelto io. Lo portava una ragazza inglese che avevo incrociato a Amsterdam. Avevamo sedici anni. Lei era un'eterea preraffaellita che avanzava nella vita come si cammina in un sogno " Potresti trovarti un diminutivo grazioso, come Holly, ad esempio. "
   " Il nome non interviene negativamente sulla tua personalità. " Suggerì Rodolfo, e lei lo ascoltava con grande interesse. Sogghignai.
   " Hai ragione. " assentì. " Ma non mi dispiace Holly, è più comodo in casa. E poi è meglio cominciare una vita nuova con qualche novità. Non credi Dodo? " mi provocò. " Dai, scherzavo! " sorrise mettendo in mostra i denti bianchissimi. Chissà se aveva portato la macchinetta, pensai, e l'argomento nomi venne definitivamente chiuso.
Trasportammo allora i bagagli nel soggiorno che era formato da due stanze spaziose. Una, il soggiorno vero e proprio, l'altra la sala da pranzo. Quest'ultima sarebbe divenuta la camera di Dafina. Bastava aggiungere una brandina da campeggio, e il piccolo tavolo, un gioiello dell'ottocento, sarebbe stato un ottima scrivania mentre la credenza liberty di Galatea avrebbe fatto le veci di un armadio.
Ero felice. Potevo finalmente riempire quella stramaledetta casa, in cui da solo mi perdevo. Del resto non credo di aver mai mangiato in sala, neppure nelle serate con gli amici. Anche loro preferivano la cucina. Per finire avrei rimesso in uso la vetrata che separava le due stanze. L'avevo smontata e riposta in cantina. Era troppo impegnativa da pulire. E mi ricordava troppo la sua proprietaria. L'avevamo trasportata a piedi, io e lei, pezzo per pezzo un luglio in cui ci si scioglieva.
Tutto questo mi passava per la mente, quando il campanello riprese a suonare.
Il cavalier Cerutti sbuffava con due enormi valige appese alle mani.
Era diventato ancora più piccolo e completamente bianco. Il volto roseo e lucido come una mela. Senza rughe.
   " Come sta? " lo salutai.
Lui sembrò imbarazzato. Gli tendevo la mano e rimasi così a mezz’aria, perché lui non pareva intenzionato a mollare le valige.
Finsi indifferenza. Ma lo vidi impallidire e deglutire faticosamente.
   " Non si sente bene? "
   " Mi si sono attaccate le mani alle maniglie..." confessò spaventato.
Cercai di intervenire, ma non aveva esagerato. Non era sudore, ma colla.
Quando finalmente riuscimmo a liberarlo, gran parte della pelle dei palmi delle mani era rimasta attaccata alla valigia.
Avevo fatto la conoscenza di mia figlia.

 
postato da: Batsceba alle ore 20:07 | link | commenti | commenti
categorie: romanzo
martedì, 30 ottobre 2007

Autunno 4


©2006-2007 ~YuriBonder
postato da: Batsceba alle ore 13:32 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie:
martedì, 30 ottobre 2007

Il video dell'ora di pranzo - Murakami

uno dei miei autori preferiti. volevo riportare un brano di un suo libro e parlare di scrittura, ma il lavoro mi ha portato via ogni energia. così rimando e propongo questo tralier di un film tratto da un suo racconto...
peace and love
e vado a mangiare

postato da: Batsceba alle ore 13:25 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie:
lunedì, 29 ottobre 2007

Appello

postato da: Batsceba alle ore 15:57 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: appello
lunedì, 29 ottobre 2007

Buon lunedì





postato da: Batsceba alle ore 12:46 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie:
domenica, 28 ottobre 2007

Autunno 3


©2006-2007 ~YuriBonder
postato da: Batsceba alle ore 10:47 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: tristezza

Chi sono

Utente: Batsceba
Nome: Batsceba Hardy
leggo, ascolto, scrivo e fotografo; non suono più. quando ho tempo pattino sul ghiaccio, arrampico, cammino, nuoto e vado in bicicletta. ah dimenticavo: sono idealista, animista, pacifista, comunista... e per la chiesa terrorista

sgrunt, firmate il guestbook in fondo alla pagina!!!

Not selected by September 29th

Not selected Thanks for your submission. We appreciate hearing from you, but don't feel like this song is right for what we are looking for at the moment. Thank you very much for sharing your material with us. Thanks for the submission. Unfortunately, we received over a million submissions, and competition was high. So we have chosen not to select your submission for our project at this time. Thanks for your submission. We appreciate hearing from you, but have chosen not to work with you at this time. Again, Thanks for the submission. Thank you for your interest in our company. We reviewed your submission, we have received many submissions that would be great for our projects. Unfortunately we cannot work with everyone. Thanks so much for your submission but its just not quite what we need. Please continue with your music because the potential is there. Have a great day! Thank you for your submission. Unfortunately, you have not been selected for this opportunity. Please check back often for other opportunities. Best Regards We regret to inform you that your submission to this opportunity has not been selected. Hundreds of tracks were submitted and it was a very difficult selection process. We wish you the best of luck with your career


Heavy Times:"Politicians, no way out Sexy boy scouts, the internet Skillful apes, another rape Sausages of rage Tennis players Orange-flavoured eternity Heavy times. Shop-a-holics, work-a-holics, The Titanic, my nickname People wearing uniforms, Assault rifles Popcorn-shaped unicorns Heavy times. Broken hearts, windows Widows, cigarettes, Global warming, Global warning We're getting used to living In these Heavy Times. Exotic places, antibiotics HIV, you & me. Heavy times..."
Heavy times by September 29th

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